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Andrea
Mantegna nacque a Isola di Carturo verso la fine del 1430,
inizi del 1431. Verso i 10 anni si trasferisce a Padova
dove entra nella bottega di Francesco Squarcione. In questa
città, a quel tempo, operavano artisti come Paolo Uccello,
Filippo Lippi e Donatello quindi un panorama culturale ricco
e stimolante per un giovane artista come Mantegna.
Nel 1448 viene chiamato a far parte della squadra di artisti
che decoravano la cappella Ovetari della chiesa degli Eremitani
a Padova dove dipinse: Storie di San Giacomo e San Cristoforo.
Di questo ciclo di affreschi oggi ci restano solo le figure
di Apostoli, L'assunta dell'abside e le due
storie del Martirio
di San Cristoforo e il Trasporto
del corpo del Santo che furono trasferite altrove
a causa del loro cattivo stato di conservazione, gli altri
affreschi rimasti in loco sono andati perduti durante l'ultima
guerra mondiale. Comunque in queste opere è possibile osservare
il carattere dell'opera di Mantegna il quale utilizza un
disegno incisivo dando alle forme un profilo angoloso che
si staglia nettamente sul fondo, la prospettiva viene usata
per dare monumentalità alle scene e ai personaggi che le
animano. Nel Martirio
di San Cristoforo e nel Trasporto
del corpo del Santo
possiamo notare una minor durezza e una minor asprezza
dei colori, questo perché intanto il pittore era venuto
in contatto con le opere di Gentile e Giovanni Bellini caratterizzate
da minore durezza rispetto alle sue; esemplare in questo
senso è L'orazione nell'orto della National Gallery
di Londra.
Di poco posteriore è il Polittico di San Luca alla
pinacoteca di Brera e la Sant'Eufemia della galleria
di Capodimonte a Napoli.
Nel 1457 riceve la commissione per il Polittico
di San Zeno per la chiesa del santo a Verona che
è uno dei suoi massimi capolavori. La scena principale,
rappresentante la sacra conversazione, è rappresentata all'interno
di un quadriportico classico; mentre nella predella sono
dipinte Scene della Passione oggi conservate al Louvre
e al museo di Tours, tra le quali la Crocifissione.

Nel 1460 fu invitato da Ludovico Gonzaga a Mantova dove
diventerà artista di corte. Qui si dedica alla decorazione
della Camera
degli sposi nel palazzo ducale, per la quale idea
una serie di grandi scene con punto di vista unico coincidente
con il centro della stanza e una fonte di luce che corrisponde
a quella reale. In alcune scene fa una ricostruzione precisa
dei personaggi e dell'ambiente che si trovava alla corte
dei Gonzaga, come l'Incontro
di Ludovico Gonzaga con il figlio Francesco appena eletto
cardinale e
la Corte
dei Gonzaga. Nella volta dipinge il famoso oculo
circolare aperto verso uno splendido cielo dipinto, e dal
quale si affacciano figure e animali. Gli affreschi per
la camera degli sposi vengono terminati probabilmente nel
1474.
Dipinge in questo periodo anche una serie di ritratti dei
personaggi di corte e affresca una cappella del castello
di San Giorgio oggi il tutto però è andato perduto.
Dipinge inoltre una serie di piccole tavole che in origine
dovevano essere collegate tra loro, ma che oggi si trovano
smembrate in vari musei, tra le quali La
morte della Vergine
oggi
al museo del Prado di Madrid e il cosiddetto Trittico
degli Uffizi di cui
fa parte l'Adorazione dei Magi.
Sempre a questo periodo appartengono il Cristo
morto di Brera famoso per lo scorcio piuttosto ardito
e il San
Sebastiano del Museo del Louvre.
Nel 1485 inizia una serie di grandi tele dipinte a tempera
con il Trionfo di Cesare che però interrompe per
un viaggio a Roma dove per Innocenzo VIII dipinge una cappella
dei palazzi Vaticani poi andata distrutta nel 1780.
Alla fine del quattrocento Mantegna è a Mantova dove dipinge
la Madonna della vittoria commissionatagli da Francesco
Gonzaga per celebrare la vittoria ottenuta nella battaglia
di Fornovo del 1495, nel 1497 dipinge per la chiesa di Santa
Maria in Organo a Verona la Madonna di Trivulzio.
Dipinge poi per lo studiolo di Isabella d'Este due tele
a carattere mitologico: il Parnaso
e Minerva che caccia i vizi, una terza tela rappresentante
la Favola del dio Como rimase incompiuta a causa
della morte dell'artista che avvenne il 13 settembre del
1506.
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