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Filippo
di Tommaso Lippi nacque a Firenze nel 1406 circa. Intorno
al 1419 pronunciò i voti nel convento del Carmine.
La sua formazione si basa sugli esempi del plasticismo di
Masaccio e sulla luminosità cromatica di Masolino.
La sua prima opera documentata è datata al 1432,
si tratta dell'affresco con la Conferma dell'ordine carmelitano
dipinto nel chiostro della Chiesa del Carmine a Firenze,
non ci è nota l'attività artistica svolta
dal maestro prima di tale data. L'influenza di Masolino
e di Masaccio è evidente nella Madonna dell'umiltà
che si trova al Museo del Castello Sforzesco di Milano,
dove la ricerca di valori plasticismo si arricchisce dell'insegnamento
che gli viene dalla scultura coeva sopratutto di Donatello,
questo conferisce al dipinto un modellato più largo
e un espandersi dei volumi in superficie.
Per un breve periodo, l'artista, soggiornò a Padova,
successivamente
dipinse la Madonna di
Corneto Tarquinia datata al 1437 che oggi si trova
alla Galleria Nazionale di Palazzo Barberini a Roma. Il
dipinto presenta evidenti richiami alla cultura fiamminga
che aveva probabilmente assimilati i durante il suo soggiorno
Padova, in questo dipinto è assente la solennità
e l'imponenza delle figure masaccesche per lasciar posto
ad una scioltezza di linee e volumi che fanno trasparire
l'interiorità dei personaggi.
Nel 1437 gli viene commissionata la Pala Barbadori
per la Chiesa di Santo Spirito e che oggi si trova al Louvre
di Parigi. Lo spazio, in questo dipinto, è interamente
abitato da figure che danno un certo movimento con i loro
panneggi riccamente definiti: tutti personaggi della scena
sono curati nei particolari sia nelle vesti sia nella rappresentazione
dei volti e degli stati d'animo.
Nelle opere della maturità del pittore si fa strada
l'influsso che ebbero il Beato Angelico e Domenico Veneziano,
questo è evidente negli affreschi con Storie
dei santi Giovanni
Battista e Stefano
dipinti nel Duomo di Prato tra il 1452 del 1464. Le
scene si stagliano su sfondi architettonici, mentre le figure
assumono atteggiamenti statici e sono studiate negli atteggiamenti
e nell'espressione dei volti. In questo periodo dipinse
numerose altre opere tra le quali la Madonna del ceppo,
l'Adorazione del Bambino, l'Annunciazione,
e la Madonna e angeli. L'ultima opera di Filippo
Lippi fu il ciclo di affreschi per il coro del Duomo di
Spoleto.
L'artista morì a Spoleto nel 1469.
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