Il termine manierismo
viene applicato all'arte che si sviluppò tra il primo
e l'ultimo decennio del XVI secolo, in un periodo caratterizzato
da una crisi storica, culminante con il sacco di Roma del
1527 e religiosa sfociante nella Controriforma.
L'arte di questo periodo si distacca dai canoni classici
della simmetria, dell'equilibrio e della proporzione, in
favore dell'inusuale e dell'eccentrico, portando all'esasperazione
alcuni elementi presenti nell'opera dei grandi maestri come
Raffaello
e Michelangelo.
Nelle opere di questo periodo le figure si fanno allungate
tendenti ad una marcata stilizzazione, le pose si fanno
contorte, i colori sono accostati in maniera inusuale, le
composizioni si fanno complicate e affollate di figure.
Tra i principali esponenti del manierismo ricordiamo Giulio
Romano, Rosso Fiorentino, Pontormo, Parmigianino, Beccafumi,
mentre esponenti del tardo manierismo sono i fratelli Taddeo
e Federico Zuccari.
Per la scultura ricordiamo Baccio Bandinelli, Bartolomeo
Ammannati, Benvenuto Cellini e Giambologna.