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Estremamente
varia e complessa ci appare la pittura dell'età barocca,
la chiesa controriformata divenne la principale committente
per le opere di pittura. Puntando sulla forza persuasiva
del bello, la chiesa trovò nell'arte il modo giusto
per ricondurre il mondo cristiano alla fede poichè
era in grado di influenzare le emozioni.
In questo periodo perciò si intensificano le rappresentazioni
di scene sacre soprattutto si dipingono quei soggetti che
erano contestati dal pensiero riformatore, per esempio il
culto di Maria.
I Palazzi e soprattutto le chiese furono decorati da immensi
e grandiosi affreschi, che si avvicinano alla realtà
grazie alla rappresentazione assolutamente naturale dei
personaggi. Questo sonferisce alle scene sacre rappresentate
un carattere di credibilità che avvicinava i fedeli.
Grande importanza fu data alla decorazione dei soffitti,
i pittori barocchi, grazie alla maestria nell'uso della
prospettiva riuscivano ad ampliare gli spazi architettonici
creando spazi irreali che univano il cielo e la terra, per
esempio il soffitto della chiesa di Sant'Ignazio a Roma
dipinto da Andrea Pozzo nel quale figure reali ondeggiano
nell'aria in sospensione tra cielo e terra creando un'effetto
trompe d'oeil.
Due erano le correnti artistiche che si andavano sviluppando
nel seicento: quella naturalistica con Caravaggio
e quella classicista proposta dalla scuola dei Carracci.
Caravaggio
introdusse nei suoi dipinti la realtà di tutti i
giorni;
anche quando dipingeva soggetti religiosi, egli cercava
la verità rappresentando le figure di Cristo, della
Madonna, degli apostoli, utilizzando come modello persone
comuni, come quelle che si potevano incontrare a quel tempo
per le strade, facendole emergere da una luce particolare.
Questa pittura naturalista si diffuse ben presto in Italia
nei primi venti anni del seicento, tra i più importanti
rappresentanti ricordiamo pittori come Orazio Gentileschi
e la figlia Artemisia, Bartolomeo Manfredi e Battistello
Caracciolo, oltre a numerosi stranieri che operavano in
Italia, fra cui il pittore francese Valentin de Boulogne
e lo spagnolo Jusepe
de Ribera.
La
scuola che si sviluppò intorno ai Carracci
invece cerca di tornare ai principi di chiarezza, monumentalità
ed equilibrio tipici del Rinascimento.
Dei tre Carracci, Ludovico, Agostino e Annibale,
fu quest'ultimo ad avere maggiore successo. Questo stile
classicheggiante venne adottato da artisti come Guido Reni
e Domenichino.
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