Vasari, Le vite de' più
eccellenti pittori, scultori et architetti
Da Loreto venuto Piero in Arezzo, dipinse
per Luigi Bacci, cittadino aretino, in San Francesco la
loro cappella dell'altar maggiore, la volta della quale
era già stata cominciata da Lorenzo Bicci: nella
quale opera sono storie della Croce, dacchè i figliuoli
dìAdamo, sottterrandolo, gli pongonosotto la lingua
ilò seme dell'albero, di che poi nacque detto legno,
insino all'esaltazione di essa croce fatta da Eraclio imperadore,
il quale portandola in sulla spalla a piedi e scalzo entra
con essa in Ierusalem. Dove sono molte belle considerazioni
e attitudini degne d'essere lodate: come, verbigrazia, gli
abiti delle donne della reina Saba, condotti con maniera
dolce e nuova; molti ritratti di naturale antichi e vivissimi;
un ordine di colonne corinzie divinamente misurate; un villano
che, appoggiato con le mani in su la vanga, sta con tanta
prontezza a udire parlare Sant'Elena, mentre le tre croci
si dissotterrano, che non è possibile migliorarlo....
Ma sopra opgni altra considerazione e d'ingegno e d'arte
è lo avere dipinto la notte ed un angelo in iscorto,
che venendo a capo all'ingiù a portare il segno della
vittoria a Costantino che dorme in un padiglione, guardato
da un cameriere e da alcuni armati oscurati dalle tenebre
della notte, con la stessa luce sua illumina il padiglione,
gli armatie tutti i dintorni con grandissima discrezione.