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Giorgione

Giorgio da Castelfranco, detto Giorgione, nacque a Castelfranco Veneto forse nel 1477. La scarsità di notizie biografiche non ci permette di ricostruire con esattezza le tappe della sua vita, non sappiamo con esattezza quando, a Venezia, fu allievo di Giovanni Bellini, secondo la testimonianza del Vasari. La sua pittura risente anche dell’influsso di grandi artisti come Antonello da Messina, Dürer, Leonardo, che, soggiornando a Venezia, vi importano linguaggi pittorici diversi.
In questa città eseguì due importanti opere: un grande dipinto, oggi andato perduto, per la Sala dell'Udienza in Palazzo Ducale databile tra il 1507 e il 1508 e gli affreschi sulla facciata del Fondaco dei Tedeschi realizzati nel 1508 di cui oggi ci resta un frammento di nudo femminile conservato nelle Gallerie dell'Accademia.
Tra le opere giovanili a lui attribuite abbiamo: l’Adorazione dei pastori della National Gallery di Washington, l’Adorazione dei Magi, la Madonna col Bambino, la Giuditta, la Laura, la Prova del fuoco.
Opere attribuite a Giorgione con certezza, grazie agli appunti scritti tra il 1525 al 1543 dal patrizio veneziano Marcantonio Michiel, sono: La tempesta che si trova alle Gallerie dell'Accademia di Venezia, I tre filosofi del Kunsthistorisches Museum di Vienna e la Venere della Pinacoteca di Dresda, della quale il paesaggio e il Cupido, ora non visibile, probabilmente esaguiti da Tiziano. Ad esse si possono affiancare con sicurezza la Pala di Castelfranco nella chiesa di San Liberale, probabilmente del 1504 e il Ritratto virile del Museo di San Diego in California.
La pittura tonale veneta con Giorgione si definisce nei suoi elementi caratteristici :"Il segno di contorno scompare, tutto diventa più morbido e permeato di luce; una luce che sembra scaturire dalle cose stesse, mutevole, instabile, trepidante come il sentimento umano" (Zampetti).
Notevole fu l'influenza del maestro su artisti come Tiziano e Sebastiano del Piombo.
Giorgione morì di peste a Venezia nell’autunno del 1510.
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